
My way of thinking and making art
Lavoro nell'ambito di un'arte diversa, che supera i canoni tradizionali per esplorare linguaggi ibridi e processi aperti. Quando penso alla diversità nell’espressione artistica, sento che ogni opera che realizzo nasce da un momento unico della mia vita, da emozioni e riflessioni che difficilmente si ripeteranno allo stesso modo. Il mio desiderio, ogni volta che creo, è proprio quello di lasciare una traccia irripetibile, qualcosa che sia solo mio e che non possa essere replicato da nessun altro.
Mi rendo conto, però, che nel tempo alcune scelte tornano spontaneamente: magari un certo uso del colore, una particolare attenzione alla luce, o la tendenza a raccontare storie attraverso simboli ricorrenti. Questi elementi, che emergono senza che io li cerchi intenzionalmente, sono diventati il seme del mio stile personale.
Non considero lo stile come una gabbia, ma come una sorta di bussola che mi aiuta a orientarmi, pur lasciandomi libero di sperimentare. Mi piace contaminare il mio lavoro con influenze nuove, lasciarmi sorprendere da tecniche diverse o da materiali inaspettati. Credo che l’originalità non sia solo nel rompere gli schemi, ma anche nel saperli reinventare ogni volta, sorprendendo prima di tutto me stesso.
Non mi preoccupo di essere sempre riconoscibile: preferisco che sia il pubblico, se vuole, a trovare un filo conduttore tra le mie opere. Per me, la cosa più importante è non perdere mai la voglia di esplorare e di mettermi in discussione. Il mio stile, se c’è, è il risultato di questa continua ricerca, non un punto di partenza ma una conseguenza naturale del mio percorso.
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La mia ricerca pittorica nasce dal desiderio di esplorare il confine sottile tra tradizione e innovazione, in un dialogo continuo con la materia, l’immagine e la memoria. Fin dagli esordi, ho sentito la necessità di confrontarmi con la storia dell’arte, attingendo a repertori iconografici consolidati e reinterpretandoli attraverso una sensibilità contemporanea. In questo percorso, ho sempre cecato nella libertà espressiva, la capacità di reinventare i codici visivi e di dare nuova vita a immagini note, sono elementi che cerco di far emergere nelle mie opere.
La tecnica mista è il fulcro della mia pratica artistica. Alterno collage, tempera, olio e materiali di diversa natura, assemblando elementi eterogenei per costruire superfici ricche di stratificazioni, contrasti e suggestioni tattili. Ogni opera nasce dall’incontro tra materiali scelti con cura e immagini che provengono da un archivio visivo personale, costantemente alimentato da ricerche, raccolte e selezioni. Questo archivio non è solo una raccolta di fonti, ma un vero e proprio laboratorio creativo: le immagini vengono elaborate al computer, decontestualizzate e trasformate, dando origine a nuove narrazioni visive che si distaccano dalla loro origine per assumere significati inediti.
La sperimentazione è al centro del mio lavoro. Integro tecniche innovative, sfruttando software digitali per manipolare e reinventare le immagini, ampliando le possibilità espressive della pittura tradizionale. L’utilizzo della tecnologia non è mai fine a sé stesso, ma si inserisce in un processo creativo fluido e aperto, dove manualità e digitale si incontrano e si contaminano. Credo che la pittura oggi debba dialogare con la contemporaneità, accogliendo le sfide e le opportunità offerte dai nuovi strumenti, senza perdere il legame con la gestualità, la materia e la memoria.
Il mio processo creativo è caratterizzato da una continua ricerca di equilibrio tra passato e presente, tra memoria e innovazione. Ogni opera è il risultato di un percorso che parte dalla selezione delle fonti, passa attraverso la rielaborazione digitale e si concretizza nella stratificazione dei materiali sulla tela. Mi interessa sorprendere e coinvolgere lo sguardo, invitando l’osservatore a interrogarsi sul senso delle immagini, sulla loro origine e sul loro significato nel contesto attuale. La decontestualizzazione delle fonti è uno degli aspetti che più mi affascina: immagini note, estrapolate dal loro ambiente originario, vengono trasformate e inserite in nuovi scenari, generando cortocircuiti visivi e stimolando nuove letture.
La libertà espressiva è un valore che cerco di perseguire in ogni fase del mio lavoro. Non mi pongo limiti nella scelta dei materiali, delle tecniche o delle fonti: tutto può essere rielaborato, assemblato, trasformato. Questo approccio mi permette di mantenere viva la curiosità e di affrontare ogni opera come una sfida, un’occasione per sperimentare e per mettere in discussione le certezze acquisite. La pittura, per me, è uno spazio di libertà, dove il gesto, la materia e la tecnologia si fondono per dare vita a immagini nuove, capaci di dialogare con il presente e di evocare la memoria.
Nel mio percorso artistico, ho sempre cercato di mantenere uno sguardo aperto e curioso, attento alle trasformazioni della società e alle evoluzioni del linguaggio visivo. L’archivio di immagini che costituisce il punto di partenza di molte mie opere è in costante crescita, alimentato da fonti diverse: fotografie, ritagli di giornale, opere d’arte, frammenti di memoria personale. Ogni elemento viene selezionato, rielaborato e inserito in un nuovo contesto, dando origine a composizioni che riflettono la complessità e la stratificazione del nostro tempo.
La mia pittura si propone come uno spazio di incontro tra materiali, immagini e suggestioni, dove la manualità si intreccia con la tecnologia e la memoria si confronta con la contemporaneità. Ogni opera è il risultato di un processo aperto, in cui la sperimentazione e la ricerca sono sempre al centro. Mi interessa creare superfici che invitino lo spettatore a soffermarsi, a esplorare i dettagli, a lasciarsi sorprendere dalle stratificazioni e dai contrasti. In questo modo, cerco di costruire un dialogo con chi osserva, offrendo spunti di riflessione e stimolando una partecipazione attiva.
In sintesi, il mio lavoro si sviluppa lungo una linea di confine tra tradizione e innovazione, tra manualità e digitale, tra memoria e presente. La pittura, per me, è uno strumento di indagine e di espressione, capace di reinventarsi e di dialogare con le sfide della contemporaneità. Attraverso la tecnica mista, la sperimentazione e l’integrazione di strumenti digitali, cerco di dare vita a opere che siano al tempo stesso radicate nella storia e aperte al futuro, capaci di sorprendere, coinvolgere e interrogare lo sguardo.
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